Secrets of Pawnless Endings  by John Nunn

Recensione di 
Ivo Fasiori (marzo 2002)

John Nunn è sicuramente uno dei più grandi studiosi di finali dei tempi moderni e i suoi continui lavori non
fanno che dimostrarlo!

Dopo la seconda edizione del suo classico "Secret of Rook Endings", apparsa nel 1999 (Gambit), ecco finalmente anche la seconda edizione del suo "Secret of Pawnless Endings", volume pubblicato
per la prima volta dall'editrice Batsford nel 1994 e ora dalla Gambit, fresco fresco di stampa!

La prima cosa che balza all'occhio è la notevole differenza di mole delle due edizioni:
La prima aveva 320 pagine e la seconda nel conta ben 384 (all'incirca il formato del libro è lo stesso).

Questo perché, mentre nella prima edizione Nunn considerava solo i finali fino a 5 pezzi, ora si addentra, fin dove è possibile allo stato attuale delle ricerche, anche nei finali di 6 pezzi, ai quali è dedicato il corposo
capitolo 14 (pp. 323-384).

Nunn confessa il suo debito di gratitudine verso Ken Thompson, che ancora una volta è stato all'avanguardia nel rendere disponibile l'accesso ai file dei finali di 6 pezzi tramite Internet, consentendone lo studio a chiunque ne fosse interessato.
In effetti, il capitolo 14 è stato preparato tutto tramite l'accesso ai database di Thompson via Internet e poi, naturalmente, tramite le analisi personali di Nunn!

Il problema dei file dei finali con 6 pezzi è che occupano uno spazio immenso e quindi sono di difficile circolazione! Mentre sto scrivendo, sul sito di Bob Hyatt (l'autore di Crafty) sono disponibili per il download 64 file, e quindi 32 finali di 6 pezzi:
ftp://ftp.cis.uab.edu/pub/hyatt/TB/six/
Tali file tutti insieme occupano già circa 42 GB di spazio! E sono solo file di finali SENZA pedoni!
Si stima che tutti file delle tablebase di 6 pezzi supereranno abbondantemente il terabyte (1 terabyte = 1.000 GB!). E' comprensibile che, allo stato attuale della tecnologia informatica, non sia possibile utilizzare questi file con normali personal computer (si pensi che, attualmente, un personal computer di ultima generazione
è dotato di disco rigido da 40 GB).

Purtroppo, Ken Thompson ha lasciato il lavoro ai Bell Laboratories e quindi ormai è rimasta (non si sa per quanto ancora!) la sua pagina all'URL:
http://cm.bell-labs.com/cm/cs/who/ken/chesseg.html   ma solo con alcuni dati.

Altri siti stanno cercando di rendere disponibili i file dei finali di 6 pezzi, come:
http://chess.jaet.org/endings/
http://www.lokasoft.nl/uk/tbweb.htm
ma ci vorrà un sacco di tempo, sia per generarli, sia per trovare spazio fisico sufficiente sui server!

Tornando al libro di Nunn, le prime pagine del capitolo 14 sono dedicate a una tabella che riassume i risultati delle ricerche: per ogni finale analizzato vengono indicati, in colonne adiacenti:
1. Materiale
2. Vittoria più lunga (con codice ASCII della posizione)
3. Zugzwang reciproco più lungo
4. Risultato generale

Il record generale spetta a una posizione del finale R+T+C contro R+C+C, nella quale la vittoria più lunga arriva alla 242 mosse! (pp. 336-338). Per la cronaca, ecco la stringa FEN della fatidica posizione:
1N6/1RK5/5n2/8/8/8/5n2/6k1

Nel corso delle analisi, Nunn ha riscontrato anche curiosità interessanti, ad esempio: la posizione della vittoria più lunga nel finale R+D+A contro R+D+C, che è la seguente (ASCII):
wKd6,Qc7,Bh5/bKf7,Qa1,Nb1 in realtà è illegale (il Re nero è sotto scacco di due pezzi!).
Questo perché le analisi delle tablebase vengono ricostruite a ritroso dalle posizioni terminali e quindi non sono in grado di determinare se una posizione sia illegale per motivi retroanalitici!

Naturalmente, le analisi dei finali di 6 pezzi hanno portato alla correzione di numerosi errori nella teoria: due casi citati dall'autore sono i finali R+D+A contro R+T+T e R+T+A contro R+C+A con Alfieri di colore opposto
Entrambi i finali, anche se il materiale ha quasi lo stesso valore, sono vinti per il Bianco (o per il Nero, se si invertono i colori!).

Sicuramente questo volume è un'altra pietra miliare nello studio dei finali dell'era informatica.

Ivo Fasiori

 

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