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Dati
i risultati, è difficile negare a Mark Dvoretski la qualifica di miglior
allenatore di scacchi del mondo. Ragazzi come Artur Yusupov e Sergei Dolmatov
sono entrati nella sua scuola da candidati maestri per uscirne sempre da
Candidati, ma questa volta al titolo mondiale, e tutti i suoi giovanissimi
allievi hanno raggiunto traguardi impensabili per la maggior parte dei comuni
mortali. Eppure, come dimostra questo libro, non c’e il minimo alone di magia
dietro il successo di Dvoretski. Semplicemente il grande allenatore sa come
portare alla luce le doti che sono in tutti noi e che raramente vengono allo
scoperto. L’autore ci offre un’ampia sintesi dei metodi da lui impiegati per
migliorare la visione combinativa dei suoi allievi: prendere una posizione
complicata e giocarla sino alle estreme conseguenze, individuare tutte le mosse
potenziali in una posizione prima di iniziare a calcolarle, mutare radicalmente
il corso della partita quando si è costretti sulla difensiva, annotare le
proprie partite tatticamente interessanti per scoprirvi le ragioni anche
psicologiche degli errori, ecc. Molti degli esercizi proposti da Dvoretski
potranno sembrare ad un primo contatto piuttosto ardui. Tuttavia, man mano che
il lettore si abituerà all’approccio analitico che da sempre contraddistingue
la cosiddetta ’scuola russa’, scoprirà di faticare sempre meno a vedere
diverse mosse in avanti, o a sfruttare risorse tattiche profondamente nascoste
nella posizione. Oltre
che come manuale didattico, questo libro merita di essere letto anche per il suo
valore intrinseco: sono frequenti i casi in cui l’autore e i suoi allievi
hanno trovato errori in analisi un tempo ritenute corrette. Su un piano meno
strettamente tecnico, Dvoretski si dimostra anche un acuto osservatore della
realtà ed un affabile narratore. |