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Mentre in apertura si possono imparare specifiche sequenze di mosse e in
mediogioco i temi tattici che si ripetono regolarmente, nel finale è essenziale
capire le manovre dei pezzi e le idee su cui si basano, come non hanno mancato
di sottolineare i più grandi campioni, da Capablanca a Bronstein. Per giocare
bene i finali infatti bisogna conoscere sia i principi sia svariate sequenze di
mosse concrete, e questo perché praticamente ogni regola ha le sue eccezioni.
Diventa quindi essenziale una guida per orientarsi in questo mare magnum. Coniugando
chiarezza e completezza espositiva, gli autori hanno dato la priorità a quei
finali che si incontrano più di frequente nella pratica dei tornei, illustrando
gli obiettivi di entrambi i colori. I singoli argomenti vengono trattati in
ordine progressivo di difficoltà, ed ogni esempio e corredato da un
approfondito commento. Le suddivisioni all'interno dei capitoli sono state
operate dando rilievo alle particolarità strategiche (struttura pedonale,
attività del Re) o tattiche (possibilità di stallo o di liquidazioni) della
posizione. Il libro si propone in altre parole di indicare al lettore la giusta
condotta di gioco nel maggior numero possibile di posizioni e al tempo stesso di
aiutarlo a trovare la retta via negli infiniti casi simili, ma non trascura
neppure il lato artistico del finale, dove ogni finezza risalta con maggiore
evidenza vista l'esiguità dei pezzi rimasti sulla scacchiera. Per
un'opera cosi importante e stato assemblato un team di grandi specialisti.
Jonathan Speelman, più volte candidato al titolo mondiale, non ha certo bisogno
di presentazioni. Il grande maestro Jonathan Tisdall è stato fra l'altro il
secondo dello stesso Speelman in diverse importanti competizioni. Robert Wade è
un esperto maestro internazionale con diverse pubblicazioni al suo attivo. Tutti
e tre hanno già scritto in passato libri e articoli sui finali.
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