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Uno dei massimi scacchisti della storia illustra l'evoluzione del gioco attraverso le partite dei protagonisti più significativi

 

tratto dalla rubrica Bianco e Nero... in Libreria di Torre & Cavallo

di Mauro Reggiani

 

Alekhine tracciò in queste pagine (pubblicate originariamente in Spagna nel 1945, l’anno prima della sua morte) il percorso evolutivo del "sapere" scacchistico, a partire dai tempi di Lucena e del Greco fino ai suoi. È stimolante seguirne il pensiero scorrendo i capitoli dedicati alle epoche lungo le quali si sono succeduti i vari modi di interpretare gli scacchi. In ciascuno, dopo alcune pagine di interessanti considerazioni introduttive – sia generali che tecniche – possiamo gustarci una selezione di partite degli epigoni di quella "scuola", ovviamente commentate da Alekhine stesso. Per arrivare infine al capitolo sul cosiddetto "ipermodernismo" (lui avrebbe più volentieri usato il termine "scuola eclettica"), quello degli scacchi "né classici, né romantici, né dinamici, né posizionali, ma tutte queste cose insieme"… Qui non troviamo solo Réti (e guarda un po’, Capablanca…), ma già anche Fine e Keres, Smyslov e Botvinnik; mentre il nostro invece sorprendentemente non si giova della testimonianza di alcuna sua partita!

Solo un piccolo appunto a questa meritoria edizione italiana: non avrebbe guastato un indice finale delle partite.